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Preghiera come pratica della pace
Dinanzi
allo scenario mondiale minacciato dal terrorismo e da guerre assurdamente
ritenute giuste, proporre la preghiera come “prassi” della pace, può apparire
ingenuo. Anche perché –il caso del pio sceicco Yassin sostenitore del terrore
recentemente ucciso lo dimostra – la preghiera, come la fede, possono essere
usate anche per sostenere l’odio.
Eppure,
a al di là delle drammatiche vicende che feriscono mortalmente migliaia di
famiglie in molte nazioni del mondo, anche non lontano da noi, e delle
necessarie comuni prese di posizione politiche da parte dei capi delle nazioni,
c’è una sola via da percorrere affinché gli uomini possano trovare davvero la
pace: quella che porta, tutti insieme, a Dio, facendoci riconoscere fratelli,
anche quando la cultura ed i soprusi vorrebbero separarci.
Deve,
naturalmente, essere una preghiera umile come quella del pubblicano al tempio o
come quella che ciascuno di noi eleva nel segreto del proprio cuore. Questo,
credo che vollero indicare, ad Assisi, i rappresentanti della quasi totalità
delle religioni del mondo radunati insieme al papa, nel 1986, sotto questa
unica definizione: “Uomini di preghiera in cerca di pace”. Una definizione
sobria, proprio per indicare che, perfino dalle religioni, se intese in modo
trionfalistico e fanatico, potrebbe sgorgare dell’odio.
La vera preghiera deve nascere solo
da una convinzione. Che Dio attende tutti noi, proprio perché disorientati, con
queste calde parole di Gesù: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e
oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da
me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il
mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,28-30).
La preghiera, infatti, non consiste
tanto nell’ottenere qualche cosa, quanto, piuttosto, nel voler capire come
potersi muovere in ogni circostanza da figli dello stesso Padre e, di
conseguenza, da fratelli tra di noi, indipendentemente dalle religioni. Forse la pace definitiva non verrà mai a coprire tutte le dimensioni e le latitudini della convivenza umana, ma l’unica via per cercarla davvero è quella che porta, un uomo dopo l’altro e tutti insieme nelle intenzioni, sul monte dell’intimità, con Dio e con i bisogni veri del proprio cuore. Tornare
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